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Smart Learning e cittadinanza responsabile

Inizio e concludo il mio breve intervento con una citazione dell’antropologa Margaret Mead, che ho voluto fissare in un’unica slide.

Questo mi serve a dire che anche i nostri ragazzi (di qualsiasi età e ordine di scuola) possono e hanno tutti gli strumenti e le competenze per intervenire in maniera di miglioramento della qualità della vita della comunità in cui viviamo.

Il sistema scolastico nazionale ed europeo si sta già muovendo in questa direzione, ma qui vedremo nei seguenti punti come quanto sviluppato in ambiente formale, non formale e informale, con e per il territorio, possa poi portare i nostri fanciulli, ragazzi, giovani a fare, non solo attività di massa critica bensì anche a trovare per e con la comunità in cui vivono soluzioni smart per il “benessere” e l’ “essere bene” in essa.

1) Le buone prassi educative in ambiente informale e non formale e l’applicazione delle competenze acquisite (D.L. 16/01/2013 DEFINIZIONE NORME GENERALI E LIVELLI ESSENZIALI PERINDIVIDUAZIONE VALIDAZIONE DEGLI APPRENDIMENTI NON FORMALI E INFORMALI…);
2) La tecnologia e le risorse informatiche per una didattica laboratoriale;
3) Gli step per attivarsi e coinvolgere famiglia, istituzioni e realtà pubbliche e private

– Ottenere maggiori informazioni
– Sensibilizzare famiglie, amici e comunità locale
– Documentare e riferire situazioni di disagio ambientale
– Coinvolgere altri soggetti pubblici e privati

Meglio focalizzare l’attenzione su un problema,– che potrebbe sembrare apparentemente piccolo o insignificante– e applicare i focus d’intervento su citati ad esso.

E concludo rileggendo le parole di Margaret Mead come messaggio di impegno e speranza di cambiamento della nostra città.

“MAI DUBITARE CHE UN PICCOLO GRUPPO DI CITTADINI COSCIENTI E RISOLUTI POSSA CAMBIARE IL MONDO. IN FONDO E’ COSI’ CHE E’ SEMPRE ANDATA”
(Margaret Mead, Antropologa).