Fingerpainting

Cos’è il Fingerpainting

Quarantamila anni fa gli uomini usavano le loro dita e il colore per dipingere nelle caverne i primi pittogrammi.
A partire dal 2008, l’introduzione delle nuove tecnologie digitali e le interfacce touch screen hanno creato le condizioni per l’avvento di una rivoluzione artistica, restituendo alla manualità dell’uomo delle caverne i la creatività artistica dell’arte fatta di bit s pixel.

Perché questo è importante

Processi naturali e manuali possono ora passare attraverso potenti strumenti creativi. La figuratività torna ad essere disintermediata (da pennelli o interfacce grafiche di software), recuperando così l’ancestrale rapporto uomo-opera. Ciò nonostante il risultato del processo creativo resta digitale, quindi portabile, riproducibile, condivisibile in ottica di comunicazione sociale e crowsourcing collaborativo di comunità artistiche.

Come può funzionare urbanisticamente

I modelli più avanzati di sviluppo urbanistico per la costruzione di Smart Cities – da Pittsburgh a Bilbao – passano dalla risemantizzazione degli spazi cittadini. La decadenza di datate forme di urbanizzazione, coniugata a una scarsa lungimiranza dei piani di sviluppo, hanno prodotto ampi spazi privi di attrattività, muri grigi, spazi abbandonati o da ripensare. L’arte digitale può colmare questo vuoto, promuovendo processi di riappropriazione partecipata che riprendono concettualmente le pratiche diffuse dei graffiti, sgombrando il campo dagli effetti negativi dell’opera isolata dei writer. Ridisegnare (letteralmente!) gli spazi cittadini può essere, tanto in fase progettuale quanto in fase creativa, la mission della digital art. Aprendo le porte dell’estetica ai processi – sociali e partecipati dal basso – costitutivi delle Smart City. Passando così dal modello di riscrittura urbana delle archeostar alla partecipazione attiva e diffusa degli smart, digital, citizen.